AUTORI

Giuseppe Costantino
Partner
Giulia Cascone
Manager
Fabiola Filardo
Senior Consultant

Mobility Data Space: le sfide per la mobilità di domani

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Grande fermento si sta generando negli ultimi tempi in ambito europeo intorno al concept di data space, un ecosistema di dati che prevede un interscambio di informazioni decentralizzato e che non prevede un nodo centrale intermediario. Ma soprattutto per l’incredibile potenziale intrinseco rappresentato da questo genere di ecosistema che può esplicarsi in una miriade di vantaggi in molteplici ambiti, a partire dallo sviluppo di nuovi beni e servizi basati sui dati nell’Unione europea. 

Un paradigma che trova la sua miglior applicazione nella smart city, vista la grande varietà di dati che una città intelligente è in grado di produrre oggi a beneficio della collettività. Uno spazio europeo comune in cui operano pubblica amministrazione e players privati per l’interscambio sicuro, efficiente e affidabile di informazioni nei settori più cruciali come, per esempio, salute, manifatturiero, ambiente, finanza, mobilità, energia, agricoltura, sicurezza, turismo e patrimonio culturale. 

Lo step evolutivo di questo ecosistema assume una delle sue forme ideali nell’ambito della mobilità, e dunque operando con la grande mole di dati che in questo settore vengono prodotti. Dalle informazioni sul traffico a quelle sui parcheggi, dall’illuminazione cittadina ai limiti di velocità, dalle fermate ed orari del trasporto pubblico locale alle informazioni sulla micromobilità, solo per citare alcuni dei numerosi esempi concreti. 

Cos’è il data space? 

Ma facciamo un passo indietro: di cosa parliamo esattamente quando parliamo di data space? Tra le definizioni più accreditate, andate affermandosi in tempi recenti, troviamo quella di Data Space Business Alliance, secondo cui un data space è “un ecosistema di dati costruito intorno a elementi costitutivi comunemente accettati, che consente una condivisione efficace e affidabile dei dati tra i partecipanti, con lo scopo di creare valore”. 

Più articolata è quella della Commissione europea che già nel 2021 riconosceva la necessità di accelerare la creazione di data spaces comuni per garantire le stesse opportunità di accesso e interoperabilità dei dati agli attori in gioco (organizzazioni pubbliche, industrie, piccole e grandi imprese, professionisti, istituti di ricerca, cittadini). Un data space, scrive la Commissione europea, può essere definito come “un ecosistema federato di dati basato su politiche e regole condivise. I partecipanti a tali data spaces possono accedere ai dati in modo sicuro, trasparente, affidabile, semplice e unificato. I titolari dei dati hanno il controllo di chi può avere accesso ai propri dati, per quale scopo e in quali condizioni possono essere usati”. 

I dati di questi ecosistemi sono resi disponibili ai partecipanti dell’ecosistema grazie a dei connettori e possono essere utilizzati gratuitamente o dietro compenso, compresa la remunerazione, a seconda della decisione del titolare dei dati. 

Ma da cosa è formato esattamente un data space? Sul piano reale, secondo la strategia europea comune, ogni data space include: 

  • l’implementazione di strumenti e servizi di condivisione dei dati per la raccolta, l’elaborazione e la condivisione da parte di un numero aperto di organizzazioni; 
  • strutture di governance dei dati, compatibili con la normativa europea, sulla base delle quali si determina il diritto di accesso e trattamento dei dati in modo trasparente ed equo;  
  • e infine strumenti per migliorare la disponibilità, la qualità e l’interoperabilità dei dati, sia in contesti specifici che tra diversi settori. 

I vantaggi di uno spazio comune di dati in ambito europeo 

Alla luce della definizione di data space e dei suoi elementi costitutivi, si comprende come la logica che sottende al concept di data space miri a una democratizzazione dell’accesso alle informazioni utili alla collettività e alle organizzazioni. Ogni data space ha infatti una struttura orizzontale e usa protocolli standardizzati; dunque, tutti gli attori che partecipano a un determinato ecosistema di un dato settore parlano un linguaggio universale e aderiscono a un sistema di trattamento dati perfettamente sicuro. 

In particolare, secondo un’analisi della Commissione europea, i vantaggi comprendono:  

• un’infrastruttura sicura e rispettosa della privacy per accedere, usare, condividere, elaborare e raggruppare i dati; 

• una struttura chiara e pratica per l’accesso e l’utilizzo dei dati in modo equo, trasparente, proporzionato e non discriminatorio, oltre a meccanismi di governance dei dati chiari e affidabili; 

• il totale rispetto delle norme e dei valori europei, in particolare la protezione dei dati personali, la legislazione sulla tutela dei consumatori e il diritto della concorrenza; 

• la possibilità per i titolari dei dati di concedere l’accesso o di condividere determinati dati personali o non personali sotto il loro stretto controllo; 

• i dati resi disponibili possono essere riutilizzati dietro compenso, inclusa la remunerazione, o gratuitamente; 

• la partecipazione di un numero aperto di organizzazioni e soggetti singoli.  

Il data space per una mobilità intelligente e sostenibile 

Come anticipato in apertura di questo articolo, quello di data space è un concetto che bene si applica alla smart city e, in particolare, alla mobilità. I trasporti e la mobilità in genere sono un settore chiave della nostra vita quotidiana, dal punto di vista sociale ed economico. Si pensi banalmente al pendolarismo per raggiungere il posto di lavoro, agli spostamenti ordinari per commissioni personali, alle visite a parenti e amici, ai viaggi per turismo o business. 

Ma si consideri anche il funzionamento delle catene di approvvigionamento per i beni che arrivano sugli scaffali dei negozi delle nostre città, o i processi necessari per la produzione industriale. La libera circolazione delle persone e delle merci è una libertà fondamentale dell’Unione europea e del suo mercato unico. Secondo un rapporto di Eur Lex, si tratta della seconda area di spesa delle famiglie dell’UE: il settore dei trasporti rappresenta infatti il 5% del PIL dell’UE e impiega direttamente circa 10 milioni di lavoratori. 

Il Common European Mobility Data Space (EMDS) mira a facilitare l’accesso, la messa in comune e la condivisione dei dati (esistenti e futuri) per un trasporto più efficiente, sicuro, sostenibile e resiliente. In una parola: intelligente. L’obiettivo generale è quello di accelerare la trasformazione digitale del settore dei trasporti europeo e sfruttare a pieno i vantaggi dei dati per i players della mobilità e degli altri campi, e per la società tutta. La digitalizzazione del settore e un migliore uso dei dati per tutti i mezzi di trasporto – di passeggeri e merci – sono fattori fondamentali per evolvere nella direzione di una mobilità più sicura, efficiente e accessibile. A tutti i players in gioco saranno offerte pari opportunità di godere di un contesto ideale, grazie all’armonizzazione delle condizioni di condivisione dei dati che garantisce l’interoperabilità. 

Solo per fare qualche esempio pratico, l’impiego del Common European Mobility Data Space potrà essere cruciale nel migliorare l’efficienza del settore logistico a livello europeo; nell’implementazione di sistemi MAAS che prevedano accordi a livello europeo o tra singoli paesi all’interno dell’UE; nel supportare gli enti locali sul fronte dei piani di mobilità urbana sostenibile (SUMP); nell’attuare la normativa sull’accesso veicolare urbano (UVAR); nel promuovere il modello multimodale transfrontaliero per passeggeri e merci; nel facilitare l’accesso ai dati sulla mobilità elettrica nell’Unione europea. Si consideri poi che esisteranno in misura crescente forti sinergie con altri data spaces di settori collegati come, ad esempio, l’edilizia, l’energia, l’ambiente o la salute che consentiranno di sfruttare a pieno i vantaggi della mobilità elettrica. Anche se bisogna tenere conto del fatto che i quadri giuridici di riferimento sono ancora in continua evoluzione. 

Ad ogni modo, a livello europeo, diverse iniziative sono state intraprese o messe in cantiere per sostenere la digitalizzazione di tutte le modalità di trasporto rendendo più facile l’accesso e lo scambio di dati relativi al settore mobilità. Ecco alcuni esempi: 

  • il quadro per la diffusione dei sistemi di trasporto intelligenti (ITS) supporta servizi interoperabili in settori come i viaggi multimodali, il traffico in tempo reale e i servizi di informazione relativi alla sicurezza. Inoltre, organizza l’accesso ai dati essenziali sui trasporti attraverso punti di accesso nazionali. L’ultimo aggiornamento sul tema è avvenuto nel gennaio di quest’anno ed estende il proprio campo di applicazione, nella fattispecie, ai i nuovi servizi di mobilità emergenti, aggiungendo aspetti cruciali come la prenotazione e il ticketing 
  • la legislazione sull’omologazione dei veicoli – altro esempio – sta via via tentando di definire le condizioni di accesso per le informazioni di riparazione e manutenzione da parte di fornitori terzi;  
  • altra iniziativa Ue riguarda poi il cosiddetto Digital Transport and Logistics Forum (DTLF) che è composto da un gruppo di esperti della Commissione europea (stakeholder pubblici e privati) che si concentra nell’individuare un quadro comune per la trasformazione digitale del settore dei trasporti e della logistica. 

Dal 2021 dunque la Commissione europea finanzia diversi progetti per rendere disponibili e accessibili grandi quantità di dati accurati e affidabili sulla mobilità urbana, che siano in formato interoperabile per tutti i partecipanti al data space, così da consentire l’analisi dei dati, l’impiego dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie cloud. Il tutto con lo scopo di velocizzare la transizione verso una mobilità europea intelligente e sostenibile, anche con l’obiettivo di migliorare la sicurezza stradale e ferroviaria, di ridurre i costi di trasporto e di ottimizzare la gestione della logistica.  

Parliamo di programmi che sempre più mirano a sfruttare, per esempio, sensori intelligenti e reti distribuite per elaborare dati in tempo reale, consentendo attività come la frenata di emergenza in prossimità di pedoni, il rilevamento della manutenzione dei treni, l’ottimizzazione della logistica, erogazione di servizi di mobilità On Demand e sviluppo di Travel Planner Multimodali per citare delle situazioni d’uso concrete. Inoltre, una delle iniziative cruciali per il mobility data space europeo è il progetto PrepDSpace4Mobility, che ha posto le basi attraverso una mappatura degli ecosistemi dati esistenti in Europa, per il progetto in corso Deploy EMDS che mira ad implementare uno spazio di dati operativo e meccanismi di governance comuni nel settore della mobilità urbana facilitando la condivisione decentralizzata, affidabile e sicura dei dati. 

Iniziative sono state intraprese anche da Stati membri o da attori privati per facilitare l’accesso e la condivisione dei dati nel settore della mobilità. Oltre al beneficio di una vetrina sempre più chiara per tutti i players in gioco, il Common European Mobility Data Space trarrà ovviamente vantaggio da queste iniziative private che partecipano allo stesso data space e si concentrerà sulla promozione dell’interoperabilità, assicurandosi che vengano usati elementi costitutivi comuni. Tra queste iniziative, va menzionato il German Mobility Data Space. Finanziato dal ministero degli Affari digitali e dei Trasporti tedesco (BMDV), fa parte dell’iniziativa European Gaia-X cloud.

A causa della sua natura orizzontale, ogni data space avrà un effetto trasformativo su diversi settori dell’economia europea poiché contiene dati utili per gran parte degli ecosistemi industriali. Ci sarà dunque una contaminazione decisamente interessante, oltre che vantaggiosa sul mercato dei beni e servizi europei che si basa sullo scambio di informazioni. I data spaces saranno interoperabili anche in modalità intersettoriale così da mirare a creare un’unica economia dei dati dell’Unione europea. Gli standard e i linguaggi universali semplificheranno e renderanno omogenea la decodificazione dei dati tra tutti gli attori in gioco. Così facendo, saranno abbattute le principali barriere per lo scambio di informazioni. 

 

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